FENICI E CARTAGINESI.UNA CIVILT MEDITERRANEA PDF

Alcuni testi punici sono stati tradotti in greco o latino , come iscrizioni su monumenti del Nord Africa [1]. Queste fonti scritte da stranieri non sono sempre prive di pregiudizi. Hanno poi controllato tutto il commercio e la navigazione nel Mediterraneo occidentale, e hanno conquistato molti territori all'interno e al di fuori dell'Africa: Mauretania , Numidia , Iberia , Ibiza , Sicilia, Sardegna e Corsica. Dopo la distruzione del a. Nel X secolo a.

Author:Najas Shakalrajas
Country:Indonesia
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Published (Last):4 May 2019
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I Fenici in Occidente. L'abitudine a sottolineare il carattere eminentemente commerciale dell'espansione fenicia ha generalmente incoraggiato la tendenza a considerare i centri dell'Occidente fenicio fondachi lungo la traversata, scali marittimi senz'altra vocazione che non quella di costituire delle tappe in settori strategicamente importanti delle rotte che univano l'estremo Occidente con i porti della costa fenicia.

Questa diversificazione ne comporta una altrettanto netta per quanto concerne il modo dei rapporti con gli astrati locali. Basta pensare ai numerosi insediamenti della fascia che fa perno su Tosca- nos5 e a quelli che, non meno numerosi, sono attestati sulle coste sarde tra Cagliari e Tharros6. Veri e propri scali, a cui ben si attaglia la famosa descrizione di B. Pace7, dovettero essere invece gli insediamenti nordafricani, siciliani e maltesi. Lil- liu Quanto alla necropoli, recenti sondaggi condotti in occasione degli scavi alle mura suggeriscono qualche analoga forma di contatto I dati proposti, a cui se ne potrebbero aggiungere altri relativi al Nord Africa18, lasciano intuire che il tipo di insediamento prescelto fu quello dell1 enoikismos, mentre in Sardegna e in Spagna appare privilegiato il momento del controllo integrale delle fondazioni coloniali, in vista dell'autonoma gestione dei traffici da e verso l'interno.

Nelle altre regioni, invece, la mancanza di concreti stimoli alla penetrazione territoriale circoscrisse l'influenza e forse il contatto fisico alle sole fondazioni primarie. Gli indigeni viventi in. Tra la fine del VII secolo a. Inizialmente tali rapporti non producono in genere sostanziali innovazioni nel tessuto culturale delle colonie C, i connotati di un centro bietnico30; nelle colonie fenicie di Sicilia cominciano ad imporsi forme e decorazioni proprie del repertorio ceramico siceliota, che presto si diffondono anche in ambiente cartaginese L'affermazione dell'egemonia cartaginese, consolidatasi in quegli anni32, offre ai centri dell'Occidente fenicio un nuovo quadro di certezze politico-militari ed.

Su tali premesse si avvia quella profonda trasformazione e poi diversificazione culturale di cui saranno protagoniste le regioni dell'Occidente fenicio e che si nutre di differenti scelte economiche e strategi- che : l'approfondirsi della presenza etnica e politica dei Fenici in Nord Africa34 e in Sardegna 35; la canalizzazione dell'interesse maltese verso settori commerciali distinti rispetto a quelli egemonizzati da Cartagine36; il rapporto continuo instaurato con i centri sicelioti dai Fenici di Sicilia, con vantaggiose conseguenze per la loro economia Ne derivano, di volta in volta, livelli diversi di integrazione con l'ambiente circostante e, dunque, processi di sviluppo fortemente caratterizzati.

Per tali classi, tuttavia, si poneva ora il problema della gestione politico-economica del territorio e di conseguenza quello del rapporto con le fasce non puniche della popolazione.

Tuttavia si cercherebbe invano, in questo tessuto di piccoli centri di cultura punica, qualche consistente elemento legato alla componente indigena della popolazione, la cui presenza si nota, in pratica, solo tramite i dati dell'onomastica Gli esiti tardo-.

Fu inoltre possibile lo sfruttamento diretto delle risorse minerarie, alla cui estrazione e alla cui prima sommaria lavorazione si provvedeva in piccoli centri dell'interno, che le ricerche recenti consentono di qualificare senz'altro come punici A Sulcis rimasero demandati i compiti di controllo e raccolta delle produzioni agricole e minerarie dell'interno Si hanno indizi precisi di un mantenimento delle prerogative decisionali alla sola aristocrazia punica, con suddivisione del resto della.

Maggiormente complesso, allo stato attuale delle conoscenze, appare il compito di definire organicamente caratteri e limiti dei rapporti tra genti puniche e popolazioni indigene in Spagna, enucleando i conseguenti aspetti di innovazione culturale.

L'interesse dei Cartaginesi per il retroterra iberico e il conseguente intrecciarsi di rapporti profondi con le popolazioni locali sono segnalati per il periodo VI-IV secolo a. Una profonda integrazione tra elemento punico e genti iberiche avvenne senza dubbio ad Ibizia. Si evince da questi atteggiamenti il proposito di consolidare la politica espansionistica tramite l'alleanza dei ceti dirigenti locali.

Giova sottolineare che il condizionamento non deriva dal lungo confronto militare che oppose Punici e Greci nell'isola, quanto dal modo in cui la cultura e l'economia dei Fenici si svilupparono in ragione di questo contatto.

Alcuni dati serviranno a chiarire il senso di queste affermazioni. Una tendenza all'assorbimento del mondo siceliota in un omogeneo sistema politico-amministrativo rimase sempre estranea alla concezione dei Punici di Sicilia82 e lo dimostrano gli esigui vantaggi territoriali ottenuti in seguito alle guerre vittoriose.

La stessa ricchezza dei centri punici dell'isola che significativamente appare soprattutto rilevante in quel V secolo a. Le immagini di dee modiate in trono, ispirate ai tipi presenti nei grandi santuari sicelioti, divengono parte integrante del patrimonio figurativo punico e dai centri della Sicilia occidentale si irradiano poi al Nord Africa, alla Sardegna, alla Spagna.

Lo spostamento verso Cartagine del baricentro politico del mondo punico ebbe conseguenze assai particolari sullo sviluppo della cultura fenicia di Malta. Va inoltre considerata l'influenza dei repertori ceramici indigeni, operante fino a livelli assai tardi, e la presenza di tipi corinzii, magno- greci e sicelioti non attestati nel resto del mondo punico.

In entrambe le aree sacre ora citate una serie di pozzetti emisferici lascia pensare allo svolgimento di riti di libagione ispirati a quelli in uso nei grandi santuari preistorici maltesi.

Lo stesso conservatorismo si nota nella ceramica di Tas Silg, che ancora nel IV secolo a. Il quadro fin qui tracciato non esaurisce ovviamente il discorso sulle trasformazioni e sui contatti in ambiente fenicio d'Occidente. Ne emerge, io credo, una visione articolata del mondo fenicio d'Occidente, protagonista di una serie di relazioni culturali ugualmente intense al suo interno come in proiezione esterna. Proprio da questa sproporzione risulta evidente il carattere difensivo, militare dell'insediamento, un vero e proprio phrourion, collegato a vista con altri phrouria analoghi, come San Benedetto e Monte Adranone.

C, che si rifanno alle grandi serie, ancora inedite, di Selinunte. Mi pare opportuno individuare alcuni punti che, ritengo, possano in certo qual modo considerarsi nodali. Dopo l'esaustiva e accurata disamina del Pais E. Pais, La Sardegna prima del dominio romano, Roma, , p. Ad ambito semitico, rispettivamente estremo occidentale Iberia-Tartesso e centro-occidentale Africa settentrionale-Libia , si richiamano le altre due figure mitiche di Norace Sallustio, II, frr. Quanto a quest'ultimo elemento sarebbe interessante, fatta salva la fondatezza dell'elemento mitografico, individuare quale tipo di rapporto socio-economico essa effettivamente sottenda.

Questi verranno ad arricchirsi nel primo Ferro con gli apporti peninsulari M. Gras, L'Etruria villanoviana e la Sardegna settentrionale : precisazioni ed ipotesi, in Atti. Segno questo di avvenuta e rigogliosa urbanizzazione, pur in un quadro ancora aperto G. Alla Lo Schiavo F. Di recente la Bisi A. Tore, Elementi. Recentemente si sono richiamati elementi d'influenza esterna, ma non solo fenici greco-orientali : G. Ugas, Altare modellato su castello nuragico di tipo trilobato con figura in rilievo del Sinis di Cala- bras Oristano , in Archeologia sarda, I, , p.

Tore, Bronzi figurati fenici dalla Hurra, in M. Tore, Bronzi arcaici dalla Nurra, Sassari, , p. Pietro : Nicosia, Etruskische Zeugnis-. Tronchetti, Per la cronologia del tophet di S. Antioco, in Rivista di studi fenici, VII, 2, , p. Altro elemento cronologicamente assai alto e sempre da Settimo San Pietro, in provincia di Cagliari, purtroppo edito ancora in modo incompleto Tore, Elementi. In tale complesso quadro di influenze e contatti non pare inopportuno richiamare l'attenzione su due classi di materiali come possibili elementi emergenti di documentazione di tali fenomeni.

Due momenti di diversa acculturazione e radicati ambedue in ambiente non urbano. Bondi, Le stele di Monte Sirai, Roma , p. Nel primo caso l'esame della bronzistica figurata, dopo la magistrale sintesi del Lilliu G. Si tratta poi di un sito. Per le stele funerarie, richiamandomi a precedenti valutazioni G.

Remesal Rodriguez, La necropolis sureste de Baelo, in Ex. Tore, Recensione a J. Remesal Rodriguez. Ringrazio i due amici che sono intervenuti sulla mia relazione, ai quali vorrei rispondere abbastanza rapidamente. Mi pare difficile non legare questo fenomeno ad un processo di catalizzazione verificatosi a contatto con l'ambiente nuragico.

Ma vi sono altri elementi su cui io vorrei qui riflettere. C, ed io stesso avevo notato che ci sono delle caratteristiche formali molto affini, in prodotti artigianali di zone che non possono essere suscettibili di giudizio di punicizzazione integrale per esempio le stele con teste funerarie che proprio Tore ha di recente pubblicato.

Acquaro, Cartagine. Un impero sul Mediterraneo, Roma, di seguito citato come Acquaro, Cartagine , p. Moscati, Fenici, p. Bunnens, cit. Moscati, Fenici e Cartaginesi in Sardegna, Milano, , p. Barreca, La Sardegna fenicia e punica, Sassari, , p. Schubart - H. Niemeyer, Espagne, in L'espansione fenicia nel Mediterraneo, Roma, , p. Ciasca, Mozia Scavi alle mura campagna , in RSF, 8, , p. Acquaro, Cartagi- ne,p. Bondi, Sicilia, p. Moscati, Cartaginesi, p.

Storia e religione, Napoli, , p. Tore - M. Relazione preliminare degli scavi eseguiti a Mozia negli anni , , , in Mozia-IX, Roma, , p. Per una disamina recente dell'impegno cartaginese in Nord Africa, delle sue motivazioni e delle relative implicazioni politiche cf. Acquaro, Cartagine, p. Moscati, Fenici e Cartaginesi in Sardegna, cit. Barreca, La Sardegna fenicia e punica, cit. Halff, L'onomastique punique de Carthage, ibid. Diodoro, XX, 55, 4.

Bisi, Le stele puniche, Roma, , p. Impresa privata e ruolo dello Stato, in EVO, 1, , p. Moscati, Tharros e il commercio cartaginese in Italia, in Magna Graecia, 11, , p. Sull'epiteto poter e la probabile equivalenza con l'appellativo bby cf. Meloni, La Sardegna romana, Sassari, , p.

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Fenici e Cartaginesi. Una Civiltà Mediterranea.

Sandro Filippo Overview. Publication Timeline. Most widely held works by S. Italia punica by Sabatino Moscati Book 6 editions published in in Italian and held by 89 WorldCat member libraries worldwide.

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Storia di Cartagine

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